Poloniex, scopri la verità. Recensioni ed opinioni di trader online

Poloniex, scopri la verità. Recensioni ed opinioni di trader online

Poloniex è un exchange molto attivo sin dalla sua nascita, avvenuta nel 2014. Con il boom delle criptovalute, ha acquisito molta popolarità ma è anche tristemente noto alle cronache per i continui attacchi informatici subiti e per i continui ritardi nei pagamenti.

75% di conti di investitori al dettaglio che perdono denaro a causa delle negoziazioni in cfd con questo fornitore
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Poloniex è uno degli exchange più attivi nel mercato delle criptovalute sin dai suoi esordi che risalgono al 2014. Sfortunatamente, l’exchange è incappato in una serie di attacchi informatici ripetuti ed ha avuto anche una serie di problemi legati a ritardi nella natura dei pagamenti.

Poiché le criptovalute sono diventate sempre più popolari negli ultimi anni, gli investitori hanno trovato nuovi modi per guadagnare utilizzando queste tecnologie. Nuove startup, app, modalità di raccolta fondi, token e valute stesse sono entrate sul mercato a un ritmo a volte sorprendente.

L’obiettivo della nostra recensione sarà quello di analizzare pregi e difetti della piattaforma, in modo tale che possiate avere una visione d’insieme nella scelta dell’intermediario da utilizzare per commercializzare i vostri asset preferiti.

Introduciamo l’exchange Poloniex

Poloniex è un servizio di trading di criptovalute. È un tipo di exchange attraverso il quale gli utenti possono effettuare transazioni in diverse valute digitali in tutto il mondo. Poloniex è dunque molto simile ad altri exchange che abbiamo trattato nelle puntate precedenti con sede in vari paesi.

Ciò che rende Poloniex diverso dal modo in cui sono strutturati molti altri exchange, tuttavia, è il fatto che è progettato come un puro exchange da valuta digitale a valuta digitale. Gli utenti possono dunque effettuare transazioni solo in criptovalute.

Questo limite è sicuramente un problema non da poco, specialmente per chi non ha abbastanza esperienza in materia, in quanto costringe gli utenti a dotarsi prima di una criptovaluta per vie terze per poter poi procedere alla negoziazione con Poloniex.

Tra i pregi, riconosciamo sicuramente il fatto che la piattaforma è stata periodicamente aggiornata ed ora ha implementato le analisi tecniche e molte altre funzioni per rendere migliore l’esperienza di trading.

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Quali sono le commissioni che Poloniex applica?

Poloniex applica una politica commissionale che tiene conto del volume mensile del trader. Le commissioni saranno dunque proporzionali al volume del mese precedente per cui il cliente dovrà mantenere un certo monte commissionale al mese per mantenere gli stessi vantaggi.Questo modello si chiama maker-taker ed è un incentivo ai trader per aumentare gli scambi, favorendo così la continua immissione di liquidità sul mercato.

Questo favorisce anche lo spread, che in un mercato più liquido, si abbasserà. Avere uno spread basso è fondamentale per un exchange che altrimenti si vedrà superare nelle preferenze da chi propone a uno spread denaro lettera inferiore.

In altre parole, maggiore è il volume di trading di un utente rispetto al periodo di 30 giorni precedente, minori sono le commissioni che l’utente riscontra. Il modello maker-taker, utilizzato in una varietà di tipi di exchange in tutto il mondo finanziario, mira a incentivare gli scambi all’interno di un particolare mercato. Lo fa offrendo ai market maker un incentivo a inviare ordini, facilitando così gli scambi. 

Va però sottolineato che questi modelli sono spesso punitivi per il cliente in quanto sono incentivati a fare volumi anche quando dovrebbero star fermi. Nel caso di Poloniex, l’ulteriore vantaggio di una maggiore liquidità e di uno spread di mercato più ottimale è concepito per compensare la commissione più elevata che è a carico dell’acquirente, ma questo non basta a giustificare che le commissioni restano alte.

Dopo aver acquisito Poloniex, il CEO di Circle è Jeremy Allaire

Poloniex è sufficientemente sicuro?

Poloniex mette al primo posto la sicurezza dei conti dei suoi utenti proteggendone la sicurezza e la liquidità. Per evitare che gli attacchi informatici colpiscano nuovamente l’exchange Poloniex ha deciso di depositare la stragrande maggioranza dei fondi dei clienti in cold storage offline e di mantenere nell’exchange solo la liquidità necessaria a tenere in piedi le contrattazioni. 

Oltre a ciò, l’exchange mantiene vigili sistemi di monitoraggio e auditing che lavorano per proteggere le risorse degli utenti tutto il giorno. Anche con queste misure di sicurezza, tuttavia, ci sono state preoccupazioni degli utenti per quanto riguarda la sicurezza e la solvibilità di Poloniex.

Poloniex ha un buon servizio clienti?

Una delle aree in cui Poloniex ha una reputazione tutt’altro che brillante è il servizio clienti. Si possono facilmente trovare online lamentele circa tempi di attesa estremamente lunghi, con gli utenti costretti ad attendere anche 90 giorni (o più) per risolvere i loro problemi. Il problema non sembra essere che Poloniex non vuole fornire un servizio clienti, ma solo che la domanda è troppo alta. Si può comprendere in quanto ci troviamo in un settore in crescita a un ritmo molto elevato, ma gli utenti vorrebbero comunque che la velocità dell’assistenza clienti fosse migliorata, magari aumentando semplicemente il numero degli operatori addetti al customer service.

Per compensare i tempi di supporto lenti, sul sito Web di Poloniex è disponibile molta documentazione e, in particolare, il Centro di supporto. Qui si possono trovare le risposte alle domande più comuni, come le basi, una guida al trading, le commissioni, l’aggiunta di monete, l’API e altro ancora. Si trovano inoltre sezioni specifiche nella pagina delle domande frequenti per iniziare, autenticazione a due fattori, depositi, prelievi e supporto. È consigliabile dunque fare sempre ricorso a quest’area del sito, riservandosi a contattare l’assistenza clienti solo quando si è in presenza di un problema tecnico.

Ecco perché dovreste evitare Poloniex

Nell’estate del 2017, ad esempio, è circolata una voce tra gli utenti secondo cui Poloniex stava vivendo un’insolvenza. La fonte delle voci era difficile da rintracciare, ma Coin Telegraph ha riferito che almeno un utente ha subito una significativa perdita finanziaria personale a seguito di hacking e che secondo quanto riferito l’utente non ha ricevuto assistenza tempestiva dal dipartimento di supporto Poloniex.

Altre questioni, inclusi conti congelati e prelievi disabilitati, hanno anche alimentato le voci sull’insolvenza. Il rallentamento dell’assistenza clienti e la ridotta funzionalità hanno suggerito ad alcuni che l’aumento della domanda su Poloniex da parte di una base di utenti in crescita avrebbe potuto sopraffare il sistema. Dall’inizio del 2017, quando tali problemi sono stati segnalati per la prima volta, Poloniex ha continuato a essere afflitta dalla preoccupazione degli utenti in merito ai tempi di elaborazione delle transazioni molto lunghi, al completamento delle transazioni e altro ancora. D’altra parte, finora Poloniex non ha subito grosse violazioni della sicurezza, che rimangono una delle principali preoccupazioni degli investitori in criptovaluta e degli scambi di valute digitali in senso lato. Il rallentamento ha anche influito sul processo di creazione dell’account e Poloniex riconosce che potrebbero essere necessarie settimane prima che un utente crei correttamente un nuovo account.

Alla fine dell’estate 2017, Poloniex ha modificato le sue condizioni d’uso, causando ulteriori problemi a determinati utenti. Coin Telegraph ha riferito che i responsabili degli exchange hanno dichiarato “che non faranno rivendicazioni o rilasceranno garanzie sulle reti sottostanti alle monete e che non vi è alcuna certezza che distribuiranno token biforcati nel caso in cui si verifichi una divisione della catena su qualsiasi rete”.

Spiegando in termini più semplici quello che c’è parso di capire è che Poloniex era pronto a non distribuire Bitcoin Cash a quegli utenti Poloniex che detenevano Bitcoin al momento dell’hard-fork. Di conseguenza, rimane una buona dose di scetticismo.

Fino a gennaio 2018, secondo quanto riferito, gli utenti di Poloniex hanno riscontrato problemi relativi ai saldi dei conti dei clienti nella piattaforma dell’exchange. Gli utenti interessati hanno suggerito che lo scambio non stava accreditando correttamente i saldi degli account utente quando quegli utenti hanno annullato gli ordini tramite Poloniex. In risposta, il team di Poloniex ha affrontato il problema tramite Twitter, annunciando che avrebbe indagato su eventuali reclami relativi a ordini annullati non rimborsati. Un rapporto di Coin Telegraph suggerisce che solo alcuni degli utenti che hanno riscontrato problemi di saldo del conto hanno visto i loro saldi adeguati al livello adeguato dopo l’indagine.

Mentre Poloniex e altri exchange di valute digitali hanno nel loro interesse quello di rendere felici i clienti e l’elaborazione regolare di conti e transazioni, anche un singolo passo falso o inesattezza possono compromettere notevolmente la reputazione di un exchange. Un utente di Poloniex ha riferito di aver atteso più di 5 mesi per l’elaborazione di un ordine, nonostante numerosi tentativi di raggiungere il team del servizio clienti di Poloniex al fine di risolvere il problema. Vi lascio immaginare che tipo di pazienza bisogna avere per non scoppiare e non mandarli a quel paese! D’altra parte, storie altamente pubblicizzate di altri exchange di criptovaluta che collassano o perdono misteriosamente grandi quantità di denaro possono mettere le abbiamo già ampiamente raccontate.

È stato più volte dimostrato come mantenere le criptovalute nei portafogli degli exchange non sia sufficientemente sicuro.

Dal lancio di questo exchange avvenuto nel 2014, abbiamo già registrato le seguenti problematiche:

  • Un numero di clienti lamenta di non essere stato pagato, facendo scattare legittimi sospetti circa l’insolvenza dell’exchange stesso. Se, invece, l’exchange dovesse dimostrare di essere liquido allora vuol dire che è stato violato dagli hacker che hanno sottratto la liquidità. In entrambi i casi, non ci fa una bella figura
  • A partire dal 2017, ovvero l’anno in cui si è registrato il boom pazzesco delle criptovalute la piattaforma ha subito vistosi rallentamenti al punto da non rispondere più correttamente agli input dei suoi utenti
  • Il tilt della piattaforma ha provocato una serie di disagi: clienti che vedevano il proprio saldo disponibile non corrispondere alla realtà con notevoli ripercussioni sul servizio clienti che non è più stato in grado di rispondere all’enorme mole di ticket di utenti che protestavano per i disservizi
  • Ne hanno dunque anche la semplice iscrizione alla piattaforma e il prelievo fondi che hanno impiegato rispettivamente settimane e mesi prima di essere processati, cosa che ha irritato non poco soprattuto quegli utenti che stavano legittimamente aspettando di essere rimborsati.
  • Nel parapiglia generale, è impossibile pensare che tutti gli utenti siano stati rimborsati con successo. Crediamo che alcuni utenti, soprattutto quelli che avevano poca liquidità, hanno semplicemente deciso di lasciar perdere

Ecco perché ci sembra opportuno favorire la conoscenza di modalità alternative che sono rappresentate dai broker online certificati dalle autorità di vigilanza finanziaria, che dispongono di una liquidità segretata e che hanno tempi brevissimi per i prelievi e commissioni più basse.
Vi proponiamo le due soluzioni migliori:

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eToro

Le criptovalute stanno tornando ad aggiornare i massimi nel 2019, dopo un anno difficile. Le offerte dei broker quindi, si stanno sempre più arricchendo di esclusivi servizi e soprattutto sono andati oltre la semplice negoziazione in CFD del Bitcoin, la criptovaluta regina. Oggi con eToro, infatti, è possibile negoziare tutte le principali criptovalute: Ripple, Dash, Ethereum e molte altre.
Quali sono questi esclusivi servizi? eToro ha appena lanciato un nuovo ed esclusivo copyfunds, che racchiude solo le migliori criptovalute e che offre ottime strategie di diversificazione con un mix di cripto, la cui composizione è aggiornata di continuo in base alle migliori performance toccate dagli asset inseriti al suo interno.
Per i trader che dispongono di un maggiore capitale e che ricercano soluzioni uniche di investimento, il copyfund è utilissimo per copiare un insieme di asset di una stessa categoria e con una composizione rivista di mese in mese da parte di uno staff professionista di eToro. Inoltre, non sono applicati dei costi di gestione, ma solo degli spread in base alle operazioni realizzate di mese in mese con i servizi eToro.
Viceversa, i traders poco capitalizzati possono comunque negoziare criptovalute e, se vogliono, copiare l’operatività dei top traders seguendo i loro post come avviene nel classico schema dei social network.
La cosa importante da sottolineare è che il broker non ha soluzione di continuità e ha la liquidità segretata, pertanto i vostri fondi sono al sicuro in quanto inattaccabili da parte degli hacker.
Infine, il broker dallo scorso aprile ha lanciato un servizio di exchange chiamato eTorox, ovvero si tratta della sua divisione blockchain della sua piattaforma globale eToro, con una sua stablecoin.

Plus500

Questo rinomato broker, già sponsor da diversi anni dell’Atletico Madrid, ha ampliato la sua vasta gamma di strumenti finanziari aggiungendo le più importanti criptovalute, tra cui anche Monero, Iota, Tron e Stellar. In più, utilizzando i CFD che sono strumenti derivati che replicano il sottostante, non sarà nemmeno necessario disporre di un wallet e della tecnologia connessa, che spesso ha dimostrato di essere vulnerabile agli attacchi informatici, controllamento l’andamento delle quotazioni in tempo reale grazie alla piattaforma super intuitiva.
Plus500 inoltre dispone di una piattaforma demo, cosa impossibile da trovare sugli exchange, per cui potrete anche negoziare in maniera virtuale fin tanto che diventerete pratici andando anche a consultare il materiale formativo che troverete online. In caso di chiarimenti, potete contattare un’assistenza via chat che risponderà a tutte le vostre domande con chiarezza, 24 ore al giorno.
Le garanzie di serietà di questa società sono inoltre date dal fatto che il broker è autorizzato e regolamentato dalla FCA di Londra, dove è anche quotato al London Stock Exchange, oltre che dalla CySec.
Da poco, inoltre, è stato introdotto l’indice Crypto10, un indice che tiene conto delle quotazioni delle principali criptovalute, da poter negoziare sia al rialzo che al ribasso.

Arriviamo alla parte finale della nostra recensione, dove incontreremo un ex utente di Poloniex che ci racconterà la sua esperienza con l’exchange. Si tratta di un trader professionista che non è comunque riuscito ad evitare una serie di problematiche. Ma senza che sia io a raccontarvele, facciamo parlare direttamente l’interessato.

Intervista ad un ex utente della piattaforma Poloniex

Ciao e grazie di aver accettato il nostro invito. Stiamo conducendo un’indagine su Poloniex e avevamo proprio bisogno di una testimonianza importante. Ci racconti la tua esperienza?

Di niente, anzi, permettimi di ringraziarti per darmi la possibilità di condividere con i lettori del sito quella che è stata la peggiore esperienza della mia vita ed i motivi per cui non consiglio Poloniex a nessuno.

Ok. Cominciamo dalla piattaforma: cosa ci dici in merito?

La piattaforma è decente, ma mi rendo conto che bisogna avere già dell’esperienza alle spalle. Se sei principiante, sei lasciato al tuo destino. Già devi possedere criptovalute prima di poterle scambiare è questo è già limitante per chi crede che iscrivendosi a Poloniex potrà farlo. In ogni caso, la piattaforma è andata via via peggiorando diventando sempre più lenta e, no, non dipendeva dal mio computer perché ne ho provati diversi.

Cosa ci dici invece dei prelievi e del servizio clienti?

Ah, qui mi devo sfogare. C’è stato un prelievo che mi ha fatto penare. Sono stato oltre 2 mesi ad aspettare e a continuare a controllare con la speranza che mi fosse pagato. Quando poi contattavo il servizio clienti mi forniva risposte evasive, quando si degnavano di rispondere. Mi sono detto, ok, ci metto una pietra sopra e non ci penso più.

È stato questo il motivo per cui hai deciso di abbandonare Poloniex?

No, questa è stata solo la punta dell’iceberg. Come ti dicevo prima, la piattaforma era preda di rallentamenti continui che mi condizionavano l’operatività. Poi, chiaramente quando devi aspettare mesi per ricevere un pagamento e nessuno si degna di darti una risposta, comprendi che stai avendo a che fare con un servizio poco serio e che non merita né il tempo né il denaro che gli stai dedicando.

Ultima domanda: fai ancora trading di criptovalute? Quale exchange stai utilizzando?

Sì, faccio ancora trading di criptovalute, ma con una precisazione: non utilizzo più gli exchange dal momento che si sono dimostrati tutti privi di affidabilità. Utilizzo un broker online per il trading, che mi permette di comprare e vendere criptovalute come e quando voglio. Posso liberamente utilizzare moneta fiat per speculare perché le criptovalute più importanti sono replicate dai CFD. In più, grazie alla leva finanziaria e a un po’ di esperienza in materia, si può guadagnare molto di più andando a lavorare nei momenti in cui la volatilità è più elevata, facendo però naturalmente attenzione agli importi da usare.

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Il resoconto finale sull’exchange Poloniex

Poloniex dimostra di avere tutti i principali difetti degli exchange, che sono stati egregiamente riassunti dall’utente che abbiamo intervistato poc’anzi.

Uno dei difetti principali di queste piattaforme sono i continui rallentamenti dovuti al sovraccarico di utenti, ma sono proprio quei momenti in cui la piattaforma dovrebbe funzionare alla perfezione perché l’alta volatilità attira più investitori che vorrebbero guadagnare.

Gli altri difetti che andiamo a ricordare sono sempre da ricercare nel servizio clienti che non risponde in modo sufficientemente adeguato o professionale, oppure impiega troppo tempo a rispondere.

La soluzione è quindi abbandonare gli exchange e smettere di accumulare criptovalute con i wallet perché sono sistemi vulnerabili. Dal momento che quello che a noi interessa è la pura speculazione sulle criptovalute, tanto vale affidarsi a broker seri e regolamentati che offrono la possibilità di comprare e vendere criptovalute con i CFD. Con l’ausilio di questi strumenti a leva che replicano il sottostante, potrete dunque andare a sfruttare al meglio l’alta volatilità che caratterizza questi asset finanziari e non dovrete più preoccuparvi dei furti o degli attacchi informatici.