Kraken, scopri la verità. Recensioni ed opinioni di trader online

Kraken, scopri la verità. Recensioni ed opinioni di trader online

Kraken è un exchange molto diffuso tra gli utenti di Internet che vogliono negoziare criptovalute. Tuttavia, l’ambiguità del suo CEO Jesse Powell su aspetti delicati come la manipolazione del mercato e il riciclaggio di denaro ci fa dubitare della sicurezza di questo exchange. Prosegui nella lettura e scoprirai cose interessanti che forse non sapevi…

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Kraken è un sito per lo scambio di criptovalute statunitense operante in Canada, Unione Europea, Giappone e negli Stati Uniti, ritenuto il più grande exchange al mondo di bitcoin in euro in termini di volume e liquidità.

L’evoluzione di Kraken dalle sue origini ad oggi

Nel 2011, il fondatore Jesse Powell ha visitato gli uffici di Mt Gox, un exchange di criptovalute che in passato gestiva oltre il 70% delle transazioni in Bitcoin ma che poi chiuse per bancarotta, dopo aver annunciato che circa 850.000 bitcoin del valore di 450 milioni di dollari di allora appartenenti ai suoi clienti e alla società non erano più reperibili o erano stati rubati. E proprio questa fu la causa, secondo il fondatore Jesse Powell, per cui lui si mise a lavorare al progetto Kraken, ovvero il tentativo di rientrare in possesso delle somme da lui perdute, se Mt Gox fosse fallito a seguito di un attacco informatico da parte di hacker.
Nel settembre 2013, Kraken è stato lanciato dopo due anni di test e sviluppo. L’exchange inizialmente offriva operazioni in bitcoin, litecoin ed euro. Sono state successivamente aggiunte ulteriori valute. Nel luglio 2013, Kraken si è unito ad altri players statunitensi di bitcoin americani nei settori emergenti dei pagamenti e delle valute digitali per formare il Comitato per l’istituzione della Digital Asset Transfer Authority (DATA). L’obiettivo dichiarato del comitato era quello di sostenere DATA come futuro organo di autoregolamentazione del settore. DATA ha tenuto la sua prima riunione annuale nell’aprile 2014.
Nell’ottobre 2013, Kraken ha stretto una partnership esclusiva con la banca Fidor regolamentata da BaFin, autorità federale tedesca della regolamentazione finanziaria. Fidor fornisce pagamenti dell’Area unica dei pagamenti europea (SEPA) per depositare e prelevare dai conti Kraken.
Nell’aprile 2014, Kraken è diventato uno dei primi scambi di bitcoin ad essere quotato sul Bloomberg Terminal. Nel luglio 2014, Kraken faceva parte di un gruppo di aziende che forniva consulenza a Mineyuki Fukuda (all’epoca membro del parlamento giapponese) e al suo comitato informatico sulla formazione dell’Autorità giapponese per le risorse digitali (JADA). JADA è il primo ente regolatore di Bitcoin con il sostegno del governo.
Nell’ottobre 2014, è stata annunciata una collaborazione tra Kraken e la banca Fidor regolamentata da BaFin per creare la prima criptovaluta bancaria al mondo. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa era quello di creare un’entità di servizi finanziari completamente regolamentata e autorizzata e di mettere in comune i servizi finanziari di diversi fornitori del settore.
Nel maggio 2015, Kraken ha annunciato il lancio beta del margin trading, diventando uno dei pochi exchange di bitcoin a offrire trading a leva. Inizialmente la leva massima consentita per il trading long o short era di 3x (in seguito aumentata a 5x).
Nel maggio 2015, è stato annunciato che Howard Bernstein si era unito a Kraken come Chief Compliance Officer. Bernstein ha 20 anni di esperienza nella regolamentazione finanziaria degli Stati Uniti, tra cui Merriman Capital Inc, dove ha contribuito a garantire che la banca di investimento quotata in borsa fosse conforme ai requisiti SEC e FINRA.
Nell’agosto 2015, con l’acquisizione di Coinsetter e, per estensione, Cavirtex, Kraken aprì la sua piattaforma ai residenti di altri 37 stati e a tutti i residenti canadesi ma non ai residenti di New York, che tutt’oggi sono esclusi dai servizi di Kraken per mancati accordi sulla licenza, considerata ingiustamente cara e dunque controproducente.
Oltre a questo accordo, Kraken ha annunciato partnership con i fornitori di servizi di pagamento SynapsePay negli Stati Uniti e Vogogo in Canada, al fine di fornire ai suoi clienti più recenti l’accesso a depositi e prelievi legali rispettivamente.
Un mese dopo, Kraken ha annunciato il completamento del suo secondo round di investimenti guidato da SBI Investment, un’importante società giapponese di venture capital con SBI Holdings. A seguito di questo round di investimenti, Kraken ha annunciato due importanti acquisizioni: l’exchange olandese CleverCoin e Glidera, un wallet che consente agli utenti di finanziare direttamente conti bancari Glidera con fiat per l’acquisto di criptovalute sull’exchange Kraken.
Non molto tempo dopo la quotazione di Monero, Kraken continuò ad aggiungere ulteriori criptovalute nei mesi seguenti, come USDT, MLN e Dash. A marzo del 2017, Kraken ha acquisito il famoso sito Web Cryptowatch, un sito di creazione di grafici in tempo reale per criptovalute che viene spesso utilizzato dai day trader. Nel febbraio del 2019, Kraken ha aggiunto il trading di futures sulle criptovalute.

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Un primo piano del CEO di Kraken, Jesse Powell

Controversie e furti di Bitcoin

Se fin qui vi abbiamo raccontato la storia di successo del sig. Jesse Powell e di come Kraken sia arrivato al successo mondiale, dobbiamo ora far luce sulle tante ombre che coinvolgono lui e il suo exchange, a partire proprio dall’acquisizone di Mount Gox.

Il raggiro degli utenti di Mt Gox

Mt. Gox, una volta il più grande scambio di bitcoin al mondo, ha dichiarato fallimento nel febbraio 2014. Il CEO di Mount Gox, Mark Karpeles, ha dichiarato che all’epoca erano stati persi circa 850.000 bitcoin, 100.000 appartenenti alla società e il resto appartenente a circa 127.000 creditori. Successivamente Karpeles ha trovato circa 200.000 bitcoin, lasciando circa 650.000 ancora mancanti. Un articolo del New York Times ha sottolineato che il processo di restituzione dei fondi ha di fatto portato benefici significativi a Kraken perché i creditori saranno costretti a creare un account Kraken per recuperare i loro soldi e alcuni di essi potrebbero continuare a utilizzare l’exchange. Kraken chiuse la vicenda permettendo agli ex-clienti Mount Gox di poter fare reclamo fino a luglio 2015 e dando loro la possibilità di ottenere commissioni gratis fino a un milione di dollari, nonostante il parere contrario del curatore fallimentare che non aveva mai specificato di una deadline. La faccenda è poi finita nel dimenticatoio, ma rimane la procedura scorretta di Kraken che ha illuso centinaia di migliaia di creditori facendoli diventare suoi clienti.

Problemi di sicurezza e attacchi informatici a Kraken

La reputazione di Kraken per la sicurezza è stata messa alla prova dalla costituzione di partnership e acquisizioni nel 2016. Molteplici affermazioni sono emerse nella seconda metà di luglio attraverso i media e i social network secondo cui gli account dei clienti erano stati hackerati e i fondi rubati. Mentre, secondo quanto riferito, Kraken ha taciuto per le indagini, gli utenti hanno minacciato di allertare e presentare una petizione alla Cyber ​​Crimes Division dell’FBI per ottenere un risarcimento. Entro un mese, Kraken presentò chiarimenti sul fatto che “Kraken” non è stato mai vittima di attacchi hacker; vale a dire, dopo un’indagine interna, il team di sicurezza è giunto alla conclusione che i sistemi, i server e i database Kraken non sono stati raggiunti da utenti malintenzionati a causa di eventuali vulnerabilità identificabili di cui sarebbero responsabili. La società ha attribuito i fondi mancanti degli utenti interessati al phishing e agli attacchi man-in-the-middle e ha sottolineato l’importanza di abilitare le funzionalità di sicurezza dei siti Web Kraken, come l’autenticazione a due fattori per i prelievi o il Blocco delle impostazioni globali per limitare l’accesso IP non familiare. All’indomani dell’hack scongiurato, Kraken affermò il riconoscimento della loro continua responsabilità di proteggere i clienti e sottolineò allo stesso modo che era responsabilità del cliente il proteggere sè stesso.
Avete capito? Quando ci sono dei problemi, Kraken non solo se ne lava le mani, ma attribuisce pure agli utenti la colpa.
E invece…per tutto il 2017, l’exchange Kraken ha subito attacchi DDoS e problemi di prestazioni. Nel novembre 2017, il CEO di Kraken Jesse Powell si è scusato per i problemi del sito, ma ha elogiato la sicurezza, a suo giudizio impeccabile. Il 10 gennaio 2018, Kraken ha sospeso le negoziazioni per oltre 48 ore mentre eseguiva un aggiornamento che avrebbe dovuto durare solo 2 ore. Dalla prima apertura nel 2011, questa è stata la più lunga interruzione del servizio. E Powell, come al solito, si è trincerato nel silenzio.

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I tentativi di hacking e phishing non rendono stabile e sicura la piattaforma Kraken

L’indagine della Procura di New York

Non è tutto: l’ufficio del procuratore generale di New York ha iniziato un’indagine conoscitiva nell’aprile 2018 sulle misure adottate dagli scambi di criptovaluta per proteggere i clienti e combattere la manipolazione del mercato e il riciclaggio di denaro. Il procuratore generale dello Stato di New York ha avvertito che lo scambio di criptovaluta Kraken potrebbe violare la legge. “I clienti devono essere consapevoli del fatto che le piattaforme che hanno rifiutato di collaborare con le indagini della procura (Binance, Gate.io, Huobi e Kraken) potrebbero non divulgare tutti i tipi di ordini offerti a determinati operatori, alcuni dei quali potrebbero preferire tali operatori a spese di altri, e che la performance commerciale di altri clienti in quei luoghi potrebbe essere influenzata negativamente di conseguenza”. Per scoprire le misure prese dagli scambi di criptovaluta per combattere i robot, manipolare il mercato e fermare il riciclaggio di denaro, l’ufficio del procuratore generale di New York ha avviato un’indagine. Questa indagine di accertamento dei fatti si basa su un questionario che sta per scoprire come funzionano esattamente gli scambi di criptovaluta e come proteggono gli investimenti dei loro clienti. L’inchiesta non è stata accolta favorevolmente da Jesse Powell, CEO di Kraken, che ha dichiarato che l’inchiesta era ostile e dannosa per gli affari. Powell si rifiutò di conformarsi all’inchiesta ed ha affermato che la manipolazione del mercato “non ha importanza per la maggior parte dei traders di criptovalute” e ha affermato che “le truffe dilagano” tra gli scambi di criptovaluta. Il rapporto finale dell’Ufficio del procuratore generale ha sottolineato la non partecipazione di Kraken all’inchiesta e ha denunciato Kraken al Dipartimento dei servizi finanziari di New York per una potenziale violazione delle normative sulla valuta virtuale di New York. Il 15 maggio 2018, Powell dichiarò che Kraken “probabilmente si sarebbe registrato come intermediario e poi un ATS” presso la SEC, cosa che però al momento non è mai avvenuta.

Ricapitolando…

Nonostante la fama internazionale raggiunta dall’exchange Kraken, il gruppo ha dirigente ha illuso gli utenti di Mount Gox facendoli diventare loro clienti non rimborsandoli, o rimborsandoli attraverso uno sconto sulle commissioni. Intanto, i problemi relativi alla sicurezza restano e l’exchange non può essere considerato immune a degli attacchi informatici. Un’inchiesta da parte della Procura di New York ha poi visto la mancata collaborazione da parte dell’exchange Kraken, che sottolinea come non sia loro interesse se il mercato è manipolato e che le truffe dilagano. Vale a dire tutti colpevoli, nessun colpevole?

Poiché questo modo di fare a me personalmente non piace, credo sia giusto quindi dirvi che è meglio non aver a che fare con un exchange del genere, che non fa abbastanza per la sicurezza dei suoi utenti e ritiene che un mercato manipolato sia tollerabile. Proseguendo nella lettura, troverete quelli che secondo noi sono due validi broker alternativi per la negoziazione di criptovalute.

eToro

Le criptovalute stanno tornando ad aggiornare i massimi nel 2019, dopo un anno difficile. Le offerte dei broker quindi, si stanno sempre più arricchendo di esclusivi servizi e soprattutto sono andati oltre la semplice negoziazione in CFD del Bitcoin, la criptovaluta regina. Oggi con eToro, infatti, è possibile negoziare tutte le principali criptovalute: Ripple, Dash, Ethereum e molte altre.
Quali sono questi esclusivi servizi? eToro ha appena lanciato un nuovo ed esclusivo copyfunds, che racchiude solo le migliori criptovalute e che offre ottime strategie di diversificazione con un mix di cripto, la cui composizione è aggiornata di continuo in base alle migliori performance toccate dagli asset inseriti al suo interno.
Per i trader che dispongono di un maggiore capitale e che ricercano soluzioni uniche di investimento, il copyfund è utilissimo per copiare un insieme di asset di una stessa categoria e con una composizione rivista di mese in mese da parte di uno staff professionista di eToro. Inoltre, non sono applicati dei costi di gestione, ma solo degli spread in base alle operazioni realizzate di mese in mese con i servizi eToro.
Viceversa, i traders poco capitalizzati possono comunque negoziare criptovalute e, se vogliono, copiare l’operatività dei top traders seguendo i loro post come avviene nel classico schema dei social network.
La cosa importante da sottolineare è che il broker non ha soluzione di continuità e ha la liquidità segretata, pertanto i vostri fondi sono al sicuro in quanto inattaccabili da parte degli hacker.
Infine, il broker dallo scorso aprile ha lanciato un servizio di exchange chiamato eTorox, ovvero si tratta della sua divisione blockchain della sua piattaforma globale eToro, con una sua stablecoin.

Plus500

Questo rinomato broker, già sponsor da diversi anni dell’Atletico Madrid, ha ampliato la sua vasta gamma di strumenti finanziari aggiungendo le più importanti criptovalute, tra cui anche Monero, Iota, Tron e Stellar. In più, utilizzando i CFD che sono strumenti derivati che replicano il sottostante, non sarà nemmeno necessario disporre di un wallet e della tecnologia connessa, che spesso ha dimostrato di essere vulnerabile agli attacchi informatici, controllamento l’andamento delle quotazioni in tempo reale grazie alla piattaforma super intuitiva.
Plus500 inoltre dispone di una piattaforma demo, cosa impossibile da trovare sugli exchange, per cui potrete anche negoziare in maniera virtuale fin tanto che diventerete pratici andando anche a consultare il materiale formativo che troverete online. In caso di chiarimenti, potete contattare un’assistenza via chat che risponderà a tutte le vostre domande con chiarezza, 24 ore al giorno.
Le garanzie di serietà di questa società sono inoltre date dal fatto che il broker è autorizzato e regolamentato dalla FCA di Londra, dove è anche quotato al London Stock Exchange, oltre che dalla CySec.
Da poco, inoltre, è stato introdotto l’indice Crypto10, un indice che tiene conto delle quotazioni delle principali criptovalute, da poter negoziare sia al rialzo che al ribasso.

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Insomma, con tutte le alternative che il mercato offre, è diventato inutile e dannoso usare un exchange come Kraken, visto che le stesse condizioni di trading con migliore affidabilità e sicurezza le potete trovare presso i broker che vi ho appena consigliato.

Se questo non dovesse bastare a farvi decidere, abbiamo raccolto la testimonianza di un cliente Kraken, che ha poi deciso di cancellare la registrazione da questo exchange.

Il disappunto di un utente Kraken, dopo l’ennesimo down della piattaforma

Intervista ad un cliente che ha deciso di abbandonare Kraken

Ciao, parlaci della tua esperienza con l’exchange Kraken. Cosa ti fece scegliere questo exchange?

Ho scelto questo exchange perché consigliato da alcuni miei amici che già negoziavano bitcoin. Vedevo i prezzi salire continuamente e quindi mi sono deciso anch’io ad acquistarli…all’inizio mi sono trovato abbastanza bene ma dopo circa 6 mesi sono iniziati i problemi.

Che tipo di problemi hai riscontrato?

Per tutto il 2017, ho avuto sempre rallentamenti sulla piattaforma. Prima una volta ogni tanto, poi sempre più spesso al punto di non riuscire più ad effettuare una transazione: era diventato impossibile. Ho pensato che fosse dovuto al fatto che i server erano sovraccarichi per via dell’aumento di utenti, beh, allora fate qualcosa per migliorare il servizio!

Questi problemi sono andati avanti a lungo?

Sì, ti ho detto, c’erano diversi problemi per cui le transazioni si avviavano ma spesso rimanevano bloccate e poi eri costretto a ripetere la procedura diverse volte finchè non andava a buon fine. Era seccante, e vuoi sapere un’altra cosa? A gennaio 2018, mentre il bitcoin crollava, la piattaforma ha smesso di funzionare per 2 giorni. Pensa a tutti quelli che avrebbero voluto vendere in quei giorni, tipo me, il danno che hanno subìto. Perciò, ho detto basta.

Hai abbandonato la piattaforma Kraken quindi?

Certo, cos’altro avrei dovuto fare? Ti viene anche il sospetto che siano loro a manipolare il mercato con queste interruzioni al momento opportuno. Poi, ho letto un’intervista al CEO di Kraken che non mi è piaciuta affatto per cui se vuole continuare su questa strada, beh, può farlo ma senza di me. Ho prelevato tutto dal mio account e consiglio a tutti quelli che mi stanno leggendo di fare la stessa cosa.

E adesso che fai? Continui col trading di criptovalute?

Certo. Però, basta exchange, non mi fido più. Faccio trading di criptovalute con eToro, che ha dimostrato di essere un broker impeccabile. Sono diventato così bravo che non ho nemmeno bisogno di copiare, anzi, condivido i miei trade così so che se posso aiutare qualcuno meno bravo di me sono contento! L’altra cosa positiva è che il broker ha anche il suo exchange adesso per cui posso investire anche sulla loro stablecoin e ho aderito ad un cryptofund, che è come avere un fondo di investimento però dinamico che sceglie solo quegli asset che stanno performando meglio. Per me è il top!

Kraken: il nostro responso finale

Ci dispiace, ma questo exchange non ci ha convinto fino in fondo. Le parole del CEO Jesse Powell ci hanno lasciato di stucco: come si fa a fare spallucce di fronte all’accusa di mercato manipolato solo perché, secondo lui, lo fanno tutti? E poi, se una Procura Federale, indaga su di te dimostrati collaborativo: la tua reputazione, a indagine finita, sarà sicuramente migliore. Dichiararsi estraneo ai fatti, o peggio come ha detto, fregarsene se dilagano truffe e dare la colpa al phishing se gli utenti vengono derubati dei propri bitcoin, per noi è una cosa gravissima pertanto vi sconsigliamo apertamente di fare ricorso a questo exchange poco trasparente e manipolatore.